Finalità
1935,
Rudolf Arnheim a proposito della televisione così annotava nel saggio
Vedere lontano:“La televisione è una nuova, dura prova a cui è
sottoposta la nostra saggezza. Se riusciamo a dominare il nuovo mezzo ne
saremo senza dubbio arricchiti. Ma può anche darsi che serva invece ad
addormentare il nostro spirito”. Fin’ora, troppo spesso la tv è
stata per i nostri ragazzi un potente sonnifero. Colpa del mezzo o di
chi ha gestito e imbrigliato le sue potenzialità espressive? Il nostro
corso parte proprio con l’evidenziare le caratteristiche del
linguaggio televisivo, in riferimento alla rivoluzione elettronica ed
informatica e a quelle forze economico-politiche in grado di sostenere i
costi necessari alla sofisticata tecnologia elettronica. Forze che hanno
organizzato con finalità differenti due grandi modelli di televisione:
la pubblica e la privata. A questo punto passiamo dai modelli allo
studio dei prodotti-programmi e
ai loro tipi di orchestrazione (palinsesto) all’interno di una rete
televisiva. In questa fase non ci limiteremo all’esame teorico, ma
spingeremo gli alunni a confrontarsi praticamente con il mezzo tecnico.
Seguiamo questa prassi: scegliamo un programma - come ad esempio il
telegiornale - analizziamo e confrontiamo alcune testate per apprenderne
i meccanismi di costruzione, che verifichiamo con gli studenti
attraverso due fasi: la ideazione-scrittura del testo e la conseguente
impaginatura in video. Risulta chiara la finalità didattica del
progetto: porre il discente al centro del processo educativo, attraverso
un atteggiamento critico maturato con la conoscenza teorico e pratica
del medium.
Struttura
Il
corso si svolge a scuola ed è strutturato in sette incontri di due ore, in alcune delle quali sono
previste
esercitazioni con la telecamera per la realizzazione di un
prodotto video. Per motivi didattici si provvederà a dividere i
partecipanti in due o tre gruppi di lavoro. Ad ogni gruppo saranno
dedicate quattordici ore.
Gli argomenti delle
lezioni riguarderanno: